La Nostra Storia

Un secolo non si improvvisa. Si eredita, si custodisce, si tramanda.

Le Origini (Napoli, 1923)

Napoli, 1923. Tutto comincia qui. Ciro Leone era un panettiere. Fu Giorgina, sua moglie — più grande di lui di sei anni, donna di carattere e di visione — a convincerlo a diventare pizzaiolo. Aprirono insieme la pizzeria Trianon in via Pietro Colletta a Napoli, proprio di fronte alla celebre pizzeria Michele. Ciro ebbe dubbi: aprire così vicino a un monumento della pizza napoletana sembrava una follia. Ma Giorgina non esitò: “Addò schiara ’o sole pe’ loro, schiara pure pe’ nuje.” Quella frase è diventata la filosofia di tutta la famiglia.

Ciro Leone - Napoli 1923
Famiglia Leone

La Famiglia Leone e i Moffa

Due famiglie, una sola storia. Carmine Moffa abitava di fronte al Trianon, al terzo piano di via Cesare Sersale. Nel quartiere conobbe Immacolata Leone, figlia di Ciro. Si fidanzarono nel 1954, si sposarono nel 1956. Come voleva la tradizione di casa Leone, Carmine imparò l’arte del pizzaiolo — un mestiere che si apprendeva osservando, non da libri o scuole, ma stando accanto ai più esperti, custodendo i segreti come fossero oro. Immacolata e Carmine ebbero cinque figli: Pinuccio, Ciro, Rosaria, Giorgio e Marco. Tutti cresciuti tra il profumo della farina e il calore del forno.

Giorgio impara il mestiere

Quattordici anni, un forno, un destino. Giorgio Moffa impara il mestiere dallo zio Pasquale Leone quando ha soltanto 14 anni. Cresce dentro il Trianon, a suon di rimproveri del nonno e di pizze tirate a mano. È il modo antico di trasmettere un’arte: senza manuali, con gli occhi e le mani. Ogni movimento ripetuto mille volte. Ogni segreto custodito e poi, quando è il momento, passato avanti.

Il mestiere del pizzaiolo
Pizza Napoli Chic

Il Trianon Chiaia (1987)

1987: la pizza entra nella Napoli chic. Giorgio e suo fratello Ciro aprono il Trianon Chiaia vicino a Piazza Amedeo, all’inizio di Parco Margherita di Savoia. Un’idea rivoluzionaria per l’epoca: portare la vera pizza napoletana nel quartiere aristocratico della città, in un locale raffinato, dove accanto alla pizza si potevano gustare la genovese, la pasta e patate con la scamorza, il babà, la pastiera. Il Trianon Chiaia diventa subito un punto di riferimento per artisti, sportivi e personaggi del mondo della movida partenopea. Maradona era di casa.

«Fummo i primi a dare maggiore importanza alla pizza nella Napoli chic. Con un format che di lì a poco in molti ci avrebbero copiato.» — Giorgio Moffa

L’arrivo a Gaeta (2005)

2005: il mare di Ulisse, la pizza di Ciro. Nel 2009, dopo ventidue anni di attività, la pizzeria Trianon Chiaia viene venduta in coincidenza con la scomparsa del fratello Ciro. Ma Giorgio aveva già scelto la sua nuova casa: il lungomare di Gaeta, la Riviera di Ulisse, dove era solito trascorrere le vacanze. Nel 2005 apre l’Antica Pizzeria Ciro 1923, in Via Lungomare Giovanni Caboto. La stessa pizza di sempre. Perfettamente rotonda, come voleva il nonno. Un cerchio che si chiude — e che continua.

Antica Pizzeria Ciro a Gaeta

Oggi Giorgio Moffa è patron e maestro pizzaiolo dell’Antica Pizzeria Ciro 1923. La sua è una storia che affonda le radici in una Napoli ancora ricca di valori, e che guarda al futuro con la stessa tenacia con cui Giorgina De Somma guardava il sole.

Di padre in figlio. Di nonno in nipote. Di generazione in generazione.